07 settembre 2010
ANCE MODENA: «DAL GOVERNO SOLO PROMESSE»
Il 14 maggio 2009 con gli Stati Generali delle Costruzioni il settore edile aveva avanzato al Governo una serie di proposte per uscire dalla crisi. Oggi, dopo un anno, la maggior parte di quelle richieste è rimasta inascoltata. E intanto, anche a Modena continuano le difficoltà del comparto
13.05.2010

Anche a Modena, come nel resto d'Italia, il settore edilizio continua a risentire della crisi. Da ottobre 2008 a settembre 2009, le imprese sono passate da 1.806 a 1.523 (-283), e i lavoratori da 7.660 a 6.624 unità (-1036). I dati sono quelli più recenti forniti dalle Casse edili della provincia di Modena (l'ente paritetico costituito da sindacati e datori di lavoro).


Il 14 maggio 2009 Ance Modena, insieme ai sindacati e a tutte le organizzazioni imprenditoriali dell'edilizia (dagli industriali agli artigiani fino alle cooperative), era a Roma per chiedere al Governo interventi mirati per contrastare la crisi.


Oggi, a un anno di distanza, la situazione generale del settore continua a essere grave. Alle promesse di interventi celeri e risolutivi non hanno fatto seguito i fatti e la maggior parte delle richieste è rimasta inascoltata.

 

La lista delle priorità per contrastare la crisi, dunque, non cambia: modificare il Patto di stabilità interno che costringe gli enti locali a ridurre gli investimenti in conto capitale (la parte più virtuosa e discrezionale della spesa pubblica); accorciare i tempi di pagamento della pubblica amministrazione; sbloccare le risorse pubbliche deliberate dal Cipe per la costruzione di nuove infrastrutture; ripristinare l'Iva per le cessioni di abitazione anche dopo i quattro anni dall'ultimazione dei lavori; ampliare l'utilizzo della Cassa integrazione guadagni ordinaria anche nel comparto edile.


«A un anno dagli Stati generali delle Costruzioni, siamo rimasti alle promesse. L'unica novità intervenuta a sostegno del settore», afferma il presidente di Ance Modena Stefano Betti, «riguarda il contributo massimo di 5 mila euro previsto per chi acquista un immobile in classe A, vale a dire conforme alle migliori norme sul risparmio energetico. Rispetto all'elenco di priorità che avevamo sottoposto al Governo, si tratta di ben poca cosa».

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